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I
principali monumenti del Molise testimoniano una storia millenaria, che
ha origine nel Paleolitico.
Ad Isernia il
paleosuolo contenuto nel Museo Paleolitico conserva le tracce del
passaggio dell’Homo Aeserniensis, il più antico
abitatore della Regione : resti di ossa di animali uccisi e il segno di
una capanna circolare raccontano storie di caccia a grandi animali in
un ambiente selvaggio molto diverso dall’attuale.
Il teatro di
Pietrabbondante, posto in un incomparabile scenario naturale, parla dei
Sanniti, popolo forte e bellicoso, capace di contrastare con
determinazione la conquista romana dell’Italia , ma anche di
costruire monumenti rilevanti, le cui tracce sono presenti in varie
località della Regione.
E poi Saepinum (foto a destra: i
resti), la città che i Romani vincitori costruirono sul
tratturo, mostra i suoi resti che si ergono nella piana di Boiano ed
offre uno spettacolo suggestivo di colonne, capitelli e fregi
riutilizzati dai pastori in epoche successive per costruire le loro
abitazioni. Altre importanti testimonianze della presenza romana in
Molise si trovano a Venafro, la Colonia Augusta Julia Venafrum, ad
Isernia ed a Larino, dove si può ammirare in grande
anfiteatro.
Nel Medioevo, dopo la
fine dell’Impero romano, sui monti molisani, da Monteroduni a
Pescolanciano a Campobasso e Termoli, compaiono numerosi castelli e
borghi cinti di mura e bellissime Chiese in uno stile romanico semplice
ed affascinante, come S. Maria della Strada e la superba S. Maria di
Canneto.
In epoca
rinascimentale le rudi fortezze medievali diventano comode dimore
signorili, che si arricchiscono di affreschi pregevoli, come nel
Castello di Gambatesa o in quello di Venafro.
Il barocco è rappresentato in molte Chiese molisane, come
poi il neoclassicismo.
Alcune figure di
spicco emergono nel panorama dell’arte : il pittore Paolo
Gamba, che lavorò nel ‘700 in molte chiese del
Molise, della Puglia e di altre regioni vicine e Francesco Paolo Di
Zinno, autore dei Misteri, le ingegnose “macchine”
grazie alle quali ancor oggi ogni anno a Campobasso angeli, demoni e
santi popolano il cielo della città nella
festività del Corpus Domini.
La lunga storia del
Molise lascia le sue tracce anche nelle feste, che ancora si celebrano
secondo riti antichissimi : le ‘ndocce di Agnone, fiume di
fuoco che illumina la notte santa di Natale; i riti del Carnevale, con
maschere paurose di diavoli e cervi ; le “
carresi”, corse di buoi che a primavera animano i paesi di
origine albanese del Basso Molise.
Ad oggi
c’è una Regione viva ed attuale, la XX regione
d’Italia dal 1963, anno in cui ha acquistato la sua
personalità giuridica, ottenendo il distacco
dall’Abruzzo. Il capoluogo regionale è Campobasso,
città di circa 50.000 abitanti nel centro della Regione, a
quasi 800 m. di altezza; l’altro capoluogo è
Isernia ed i centri più rilevanti sono Termoli, Agnone,
Trivento e Venafro.
Il Molise ,
nonostante la crisi economica di questi ultimi anni, si impegna a
costruire il suo futuro e si apre a chi vuole visitarla, offrendo una
dimensione di vita ancora a misura d’uomo ed una
ospitalità genuina e spontanea.
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